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  • Buon Campionato e Buon Calcio!

    Buon Campionato e Buon Calcio!

    Cari Amici Presidenti, Dirigenti e Tesserati delle squadre del Girone C di Seconda Categoria , 

    Cari Tesserati dell’USD Gimigliano, Dirigenti e Sostenitori
    si riparte con una nuova avventura .
    Dal dicembre 2016 mi trovo coinvolto in questa avventura sportiva con i colori calcistici del mio paese . Non avrei mai messo nel cassetto questo sogno, non altro perchè amo lo sport ma non ho mai giocato a calcio , se non per qualche scampagnata tra amici ..Il calcio che ho sempre amato è sempre quello di spettatore disinteressato dagli spalti di uno stadio o da una poltrona davanti alla TV.

    Ho iniziato l’avventura da Presidente dell’USD Gimigliano per dare una mano a degli amici , doveva essere quasi un pro-forma in un momento di difficoltà , solo gestire le esigenze i rapporti istituzionali . D’altronde non sono imprenditore, nè lo sono i ragazzi della Dirigenza che mi affiancano con solerzia da quasi tre anni.
    Dopo quasi venti anni di associazionismo sociale e culturale e attività amministrativa nel mio paese francamente immaginavo che il mio ruolo non poteva limitarsi solo a quello. Le difficoltà percio’ ho sempre immaginato si potessero superare soltanto cercando di creare gruppo, stabilità economica e organizzativa, lungimiranza .

    “Senza sordi non si cantanu misse “, sappiamo, ma d’altronde sappiamo a maggior ragione che “senza persone ” affiatate, attaccate a questo progetto non si va da nessuna parte , anche se sei pieno di soldi.
    Con tutto il gruppo abbiamo percio’ iniziato a vivere diversamente le attività sportive. Quando i risultati non arrivavano occorreva trovare sempre motivazioni diverse da dare ai ragazzi . D’altronde abbiamo sempre loro detto che l’USD Gimigliano è loro , non nostra .
    Ci siamo sempre contornati di amici validi, dimostrato che “sognare non è mai peccato” , chiesto e avuto il sostegno della nostra cittadinanza , cercato e trovato sponsor sostenitori che potessero soddisfare il nostro giusto bisogno , pensato ad idee anche alternative, o meglio aggiuntive , al nostro percorso calcistico.
    Il progetto Scuola di Sport ne è un esempio , speriamo si potrà concretizzarlo meglio con il portare i nostri ragazzini a giocare almeno un campionato del SGS della LND e di poter riportare in auge il progetto Wellness dedicato alle altre componenti della nostra comunità nella Palestra Scolastica, gia’ avviato lo scorso aprile e sospeso a causa di lavori in corso sulla struttura e passaggi burocratici di varia natura.
    Gia’ , la burocrazia , quella brutta bestia che incombe costantemente sulle nostre teste e che sfianca i nostri sogni, li deprime, ti mette di fronte ogni giorno di fronte ad un pensiero negativo da superare, ad una soluzione da trovare, ad un dialogo da costruire e ricostruire tra incomprensioni , carte bollate, chiarimenti , risposte che arrivano o forse no , persino difficoltà a giocare una partita nel tuo stadio , dramma sportivo che viviamo da un anno e mezzo ormai e che quest’anno ci ha portato a scegliere di giocare fuori , finchè il problema non si risolve , finchè gli auspici ,finalmente , positivi degli enti preposti si concretizzeranno.

    Perchè è brutto andare allo stadio e , per dare l’esempio al sostenitore che arriva oltre il numero consentito e non puo’ entrare, devi restare fuori anche tu .
    Per spiegare quali sono le tue possibilità di movimento in certe situazioni , mentre durante la settimana ti devi preoccupare a chiamare la squadra avversaria per informarla “per favore ferma i tuoi amici , da noi abbiamo poco spazio sfruttabile del tanto disponibile , mi dispiace, credimi, ma come faccio a non fare entrare chi mi regala 5 euro per andare avanti?”
    D’altronde il nostro rimane pur sempre un volontariato e, quando non sei imprenditore, rischi di guardare sempre il tuo portafogli mezzo vuoto da un lato e dall’altro quello che c’è da fare per regalare qualcosa di buono alla tua comunità , fare figura quando rappresenti la tua comunità.
    Gimigliano, come le vostre, è una piazza importante a livello dilettantistico . Ha fatto la sua storia fino alla Promozione, ha combattuto su campi importanti di Prima Categoria .
    Paga oggi, come tutte le vostre piccole comunità , la perdita di amici che sono partiti per lavorare o studiare, la posizione svantaggiata di trovarsi a ridosso di Catanzaro (paradossalmente)  , su cui culla i suoi bisogni quotidiani e che sicuramente blocca quella possibilità di scambio interno e le difficoltà a guardare oltre , programmare , crescere.

    Ci troviamo quindi in pochi (ma tanti) amici a muoverci su piu’ fronti per sognare di promuoverne le sue bellezze e le sue fattezze , distaccandoci con il cuore e il cervello dalla reale condizione di difficoltà, immaginare che si puo’ crescere lo stesso se si ha la testa dura , la caparbietà di dire ci sono , immaginare a questo punto quel portafogli mezzo pieno , ma con il concreto rischio che ad un certo punto perdi di vista qualcosa di te e della tua vita quotidiana, che comunque esiste.
    Perchè se il calcio giocato inizia ad ottobre e finisce a maggio , quello da giocare prosegue per tutta l’estate . Se il problema giusto da vivere tra un bagno ed una vacanza dovrebbe essere solo avere i soldi dell’iscrizione al campionato o per acquistare un kit , ti si attaccano addosso quelli in piu’ che se prolungati troppo nel tempo diventano una ossessione.   .
    Con i nostri ragazzi siamo riusciti calcisticamente e come gruppo e risalire la china quasi subito  Tra un play-off perso ed un terzo posto sognato, siamo giunti in Seconda Categoria , con le nostre forze che sembrano piccole, che si sono rivelate importanti.
    Sappiam

    o quanto ci fosse ancora da crescere e lavorare, ma abbiamo “Imparato a sognare ” , come diceva la Mannoia, come dicevano i Negrita .
    Il campo quest’anno sicuramente racconterà un’altra storia. Di un campionato dove occorrerà essere pronti a lottare per piu’ obiettivi , evitare l’ultimo posto, magari i play-out, arrivare al centro senza pensieri, difendere un posto play-off o arrivare in testa (bè per quest’ultima parte direi piu’ che un sogno un azzardo, ma tant’è 🙂 )
    Percio’ divertitevi piu’ che potete e soprattutto trovate sempre la forza di guardare oltre. Vale per i risultati , vale per la programmazione futura, vale per l’esigenza di coinvolgere sempre piu’ amici perchè deve rimanere la maglia , perchè ci si stanca talvolta o perchè passare la mano permette di riaprire nuovi cicli e nuove idee.
    Di tutto quello che facciamo resterà sempre e soltanto un ricordo per tutti , gli sforzi li puo’ sentire soltanto chi li fa , ne siamo consapevoli e possiamo soltanto dire dentro di noi, in coscienza , onestà e umiltà, “sono orgoglioso di aver fatto quello che ho fatto per stare con gli altri” .
    Consapevole che viviamo piu’ o meno le stesse storie , vi auguro di cuore un Buon Campionato e un Buon Calcio !
    Damiano Truglia
  • Bianco come una nuvola, rosso come il cuore : Gimigliano – Atl. Sellia Marina 5-2

    Bianco come una nuvola, rosso come il cuore : Gimigliano – Atl. Sellia Marina 5-2

     

    STADIO COMUNALE SANT’ELIA – Bianco come una nuvola, rosso come il cuore, per una domenica i cuori dei leoncini biancorossi si sono aggrappati a quell’unica nuvola di un cielo limpido per trovare una vittoria che avrebbe reso più dolce una settimana tumultuosa per il calcio gimiglianese con la perdita di Giuseppe Trapasso, per tutti “Pepé u Presidente”. La domenica sportiva più malinconica degli ultimi anni ha visto però i calciatori biancorossi rispettare un legame profondo col minuto di silenzio osservato prima dell’inizio della gara e poi col bellissimo gesto a fine partita di calciatori, mister e dirigenti che sono andati sotto la tribuna dei tifosi a ricordare Pepé Trapasso. Il calcio ha bisogno di memoria ma vive del presente e quella andata di scena allo stadio Sant’Elia è stata una delle gare più belle giocate dagli uomini di Ambrosio. Compatti, determinati, in un’unica parola: squadra. Così i biancorossi visti ieri in campo e non è un caso che gli ingranaggi oleati di settimana in settimana funzionino alla perfezione quando Gigliotti Antonio riesce a incorniciare una prestazione sublime. Mister Ambrosio sceglie di ripartire con l’assetto visto nel secondo tempo di San Vito, Critelli-Gigliotti G. al centro della difesa, Fato e Paonessa G. sulle corsie laterali; a centrocampo la coppia Scalzo-Rotella con i propulsori offensivi Gigliotti A. e Lubello a dare manforte al tandem d’attacco formato da Ciambrone e Le Pera. Passa poco dall’inizio di gara e già i tanti tifosi accorsi al Sant’Elia assaporano i contorni di un match giocato virilmente, ma dalle trame offensive spettacolari. L’Atletico Sellia Marina, forte della più agevole posizione in classifica, mette in campo tutta la qualità tecnica di cui dispone per mettere in difficoltà la giovane difesa biancorossa, arcigna al punto giusto e pronta a respingere l’esuberanza di Lamanna e compagni. Il baricentro dei locali non arretra e anzi trova nelle larghe spalle di Ciambrone il giusto tempismo per guadagnare metri e campo. Gigliotti è un continuo turbinio sulla fascia sinistra, dribbling e velenosissimi traversoni in area sono lo spauracchio della difesa ospite costretta spesso a rifugiarsi in calcio d’angolo. Ed è proprio un tiro dalla bandierina che propizia la rete del vantaggio. A mettere la palla in rete al 10’ del pt è Le Pera Alessio, lesto a raccogliere una goffa respinta avversaria e a correre poi verso i tifosi per ricordare l’amico scomparso nella settimana scorsa con una dedica impressa sulla maglietta mostrata con emozione e accolta con un lungo applauso dai tifosi festanti. Gli ospiti non si aspettavano sicuramente una squadra così solida e determinata a fare risultato, le belle trame impostate sulla trequarti si concludono con tiri da fuori area lontani dallo specchio della porta. Il gioco dei biancorossi parte spesso dalle rimesse sul fondo giocate puntualmente su i due esterni Paonessa e Fato, soprattutto sulla fascia dell’instancabile Fato, l’incipit delle azioni corali biancorosse, concluse però con poca precisione da Ciambrone. Il pressing alto di Lubello sui difensori ospiti porta questi ultimi ad errori goffi come in occasione della seconda rete, complice forse la nuvola benevola di un cielo limpido. Il passaggio del centrale ospite verso l’estremo difensore prende quest’ultimo in contro-tempo, la palla scivola verso la rete e proprio al 45’ arriva il doppio-vantaggio dei locali. Il secondo tempo riprende con il fischio dell’arbitro Raffaele di Catanzaro. Gigliotti Antonio riprende a funestare la carrozzeria sellese che da lucida a inizio gara appare sempre più ammaccata. Proprio l’estroso mancino biancorosso sale in cattedra realizzando al 12’ st la rete del 3 a 0 direttamente dalla bandierina del calcio d’angolo. Ciambrone al 30’ st conferma l’ottimo periodo di forma incornando di testa un bel cross di Scalzo, in mezzo la rete del momentaneo 3 a 1 di Lamanna con una generosa punizione concessa al limite dell’area. Gli ospiti cercano di riaprire la gara con l’illusoria rete di Garcea attento a raccogliere una corta respinta di Iacopino e che vale il 4 a 2. Il lungo recupero concesso dall’arbitro Raffaele non altera gli equilibri della gara, il Gimigliano padrone del campo chiude definitivamente la gara col rigore trasformato in rete da Lubello Benito che sale così a 9 reti in campionato, è lui il bomber dell’Usd Gimigliano. A fine gara i giocatori hanno preso uno striscione dei giovani supporters biancorossi dedicato allo scomparso Pepé Trapasso e sono andati sotto la tribuna a raccogliere e indirizzare al cielo un applauso interminabile. Probabilmente nulla avrebbe reso diverso un risultato che sembrava già scritto come in una favola da una nuvola e dai cuori biancorossi, per sempre legati dentro le scarpette, dietro ad un pallone, nella polvere, in un paio di guantoni, in una rete che si gonfia, in una maglia che porterà sempre due colori: bianco come la nuvola, rosso come il cuore. 

    P.S.: Ciao Pepé.

    I biancorossi ricordano Pepé Trapasso
  • Il Presidente Damiano Truglia ai ragazzi: “adesso mi aspetto da loro una reazione”

    Il Presidente Damiano Truglia ai ragazzi: “adesso mi aspetto da loro una reazione”

    di Claudio Rotella

    La stagione biancorossa è un continuo batticuore, chi pensava di potersi adagiare sugli allori è rimasto scontento. Si è ripartiti da zero, lavorando sulle motivazioni dei giovani, ma si sa, nel calcio c’è da sudare duro sul campo per raggiungere traguardi importanti. Tante le variabili che hanno fino ad oggi condizionato l’andamento della stagione e una sola certezza che accomuna tutto l’ambiente: la passione immutata per il calcio. L’U.S.D. Gimigliano  ha registrato tanti cambiamenti nella stagione in corso: gli infortuni, le squalifiche, i nuovi innesti nella sessione invernale di calciomercato, l’avvicendamento alla presidenza, le dimissioni dell’ex mister De Fazio. Chiunque avrebbe perso le redini del controllo dopo la Caporetto a tinte biancorosse (ndr Cuturella-Gimigliano 7-2), invece, la società si è ricompattata ritrovando la forza in se stessa e ora sembra intenzionata a lavorare già per la prossima stagione. Nonostante i risultati in campo tardino ad arrivare, il Presidente Damiano Truglia non nasconde l’entusiasmo che sta caratterizzando la sua presidenza, l’ambiente è sembrato più coeso rispetto a inizio stagione, l’alchimia fra società e giocatori col tempo darà i primi frutti che ben fanno sperare per il futuro dei colori biancorossi.

    • Presidente Truglia cosa c’è dietro a questa “dannata” voglia di fare calcio che accomuna la Dirigenza e l’ambiente biancorosso?

    <<Il fattore emotivo nello sport conta molto. Sentire l’esigenza di gridare “goal” accomunati dalla stessa emozione, come per dire: “ci siamo, anche Gimigliano ha una voce!”. E il calcio, come penso qualunque sport di squadra, permette di farlo. >>

    • Il punto più buio della stagione è stato la brutta sconfitta di Cropani (ndr 7-2). Dopo di allora sembra essersi instaurato un “patto” fra giocatori e dirigenza con un comune intento. Ce lo vuole svelare Presidente Truglia?

    << Ritengo l’esigenza di avere un punto d’incontro con una scadenza fissa, settimanale, per dialogare e avere il contributo di tutti. Spero che ognuno metta a disposizione ogni propria singola capacità per il bene del gruppo con il pensiero che “U.S.D. Gimigliano” deve significare un valore aggiunto per tutta la comunità, un’esigenza di tutti i ragazzi di avere una squadra, un punto di riferimento costante da coltivare. Non nascondo che la mia giovane esperienza da Presidente è stata subito messa alla prova, ma a mio avviso la squadra non ha un padrone, è una risorsa di tutti e tutti abbiamo le stesse responsabilità nel pieno rispetto delle funzioni e mansioni. Il progetto ha un senso se tutti remiamo nella stessa direzione, poi è normale avere punti di vista differenti, avere scambi qualche volta accesi o divergenze. Bisogna approfittarne per rinsaldare il principio per cui la squadra esiste, un punto di aggregazione importante in una realtà che sta diventando sempre più piccola e che vede ridurre la permanenza dei giovani e quindi il loro contributo a farla crescere nel sociale…. E riparto dal motto “La vittoria più importante è il calcio”, in senso astratto e nel senso più concreto possibile, rappresentando il nostro paese nell’intera provincia con i colori storici del Gimigliano>>.

    • Ci dica se è iniziato un nuovo ciclo dopo le dimissioni di De Fazio e cosa si aspetta dai giocatori nelle prossime gare?

    <<Penso che Tommaso abbia voluto dare ai ragazzi un importante segnale. È una bandiera del calcio gimiglianese, ha condiviso molte esperienze con i singoli del gruppo, quindi ha sicuramente sofferto ad allontanarsi. L’opinione pubblica può interpretare le dimissioni come una resa, io le ho valutate come un atto di coraggio di una persona che ha voluto dare un input in più a tutto l’ambiente per rinforzarlo, far sentire a tutti eguali responsabilità. E comunque è ancora tesserato come Dirigente… . Ritornando ai ragazzi, adesso mi aspetto da loro una reazione soprattutto nelle gare interne del girone di ritorno.>>

    • Le difficoltà di questa stagione possono insegnare molto a chi si apre al mondo del calcio per la prima volta. Saprete farne tesoro per il prossimo campionato?

    << C’è sempre da imparare nella vita e quel giorno in cui non ne avremo più voglia e che riterremo di non poter commettere errori: ahi mondo! Ho maturato varie esperienze nel mondo politico e associativo, ma mi rendo conto che una squadra di calcio ha delle regole diverse.  Comunque i Dirigenti che mi accompagnano ne hanno nel campo calcistico, penso ad Angelo e Franco Paonessa, a Pino Catanzariti ai due Giuseppe Ambrosio e a Luca Trapasso che ho voluto fortemente al mio fianco. Poi c’è il buon Maurizio Argantino, il novellino che ci trasmette tanta della sua esperienza di vita. Adesso ci siamo rinforzati con l’arrivo di Peppino Gariano che sicuramente ci trasmetterà qualche imprimatur della sua esperienza. Il gruppo è molto eterogeneo, io forse sono il più reticente, lascio spazio all’iniziativa, ma pretendo che ci sia un metodo, uno schema nell’organizzazione. Stiamo lavorando per accumulare teste e corpi al nostro fianco tra amici, conoscenti, sostenitori, per condividere questa nostra esperienza e perché abbia un seguito, con e oltre noi.>>

    • Intanto come si augura di chiudere questa stagione?

    << Facendo qualche punto in più rispetto allo scorso anno e giocandoci al meglio tutte le partite per creare fastidio a tutte le squadre del girone. Questo è il pensiero comune a tutta la squadra. Poi arrivo già a fine campionato e mi auguro di chiudere questa stagione con la squadra unita e al completo come la scorsa stagione, con gli occhi rivolti al prossimo campionato da parte di tutti. Avrei un grosso desiderio, conquistare la Coppa Disciplina di categoria, non so se siamo in ritardo, ma ambire è sempre buona cosa.>>

    • Nelle ultime uscite è mancata forse un po’ di determinazione per fare risultato in una squadra molto giovane che ha però (nel mese di dicembre) alzato il proprio tasso tecnico con gli innesti dei fratelli Gigliotti e di Ciambrone. Come si colma il gap dell’esperienza in campo con gli avversari?

    << La squadra viene da un momento emotivo particolare, la mancanza dei tre punti si legge negli occhi di tutti i ragazzi. L’arrivo dei nuovi ha inizialmente fatto pensare a grandi obiettivi. Poi ha fatto capire a tutti, società in primis, che non bastano gli score degli anni passati a portare risultati. Questo avviene nelle squadre di caratura, figurarsi nelle nostre piccole realtà. Abbiamo un’età media di 24 anni, un blocco di ragazzi alle prime armi con l’attività agonistica, ma c’è voglia di crescere insieme. Il gruppo si sta cementando, prima lo facciamo, prima pensiamo a quanto possiamo dare agli altri compagni, prima potremo pensare a colmare il gap tecnico. E’ una questione di testa, di convinzione, di rendersi conto dell’importanza di questa realtà associativa a costo zero per tutti che ci regala un bel fine settimana di sport e qualche piacevole serata insieme nel nostro paese.>>

    • Presidente quando si fa calcio, è inevitabile strizzare un occhio alle giovani promesse. Metterebbe le basi per un settore giovanile biancorosso?

    << Sarebbe un bellissimo sogno che richiede altrettanta “manovalanza” in più… Battute a parte per pensare al settore giovanile occorre rafforzare lo staff societario e, allo stato, i numeri ci permettono di pensare ad una sola squadra, la prima. In questo momento con i colleghi Dirigenti  pensiamo a quello che ci possiamo permettere, anche con le disponibilità economiche che attualmente sono “giuste” per sopravvivere e programmare nel breve periodo. Si potrà sicuramente strizzare l’occhio a questa eventualità nel futuro, ma senza fretta. Mi piace essere concreto e non lanciare apparenze. >>

    • Una considerazione sui più giovani della rosa che seppur alla prima esperienza stanno dimostrando buone qualità in campo e soprattutto un gran senso di attaccamento alla maglia, vedi i vari Critelli, Costanzo, Gabriele, Romagnino, Trapasso D. e Trapasso S. . Si aspettava un gruppo di giovani leve così genuino?

    << Aggiungo Soluri, De Fazio, Argantino e l’anno scorso Rotella G. e Rotella D., spero di non dimenticare qualcuno; ragazzi sicuramente con dei valori immensi che hanno bisogno di una guida. Il mio primo pensiero è sempre per loro, li vedo sempre presenti agli allenamenti, sempre preoccupati quando qualcosa non va nella squadra, qualcuno di loro ha fatto molta panchina silenziosamente, senza battere ciglio e per medi periodi. Non mi risulta che a questi livelli molti accettino tribuna e panchina, soprattutto dopo mesi e mesi di allenamento. Vogliono apprendere, con il calcio,  la loro scuola di vita, il loro contributo è esserci e divertirsi. Questo è quello che dobbiamo loro insegnare. Mi auguro che continuino a vivere per anni il loro sogno attraverso la maglia biancorossa e magari di più.>>

    • Dopo le <<coraggiose>> dimissioni di De Fazio la squadra è stata affidata a Giuseppe Ambrosio. Sarà solo un traghettatore fino al termine della stagione in attesa di un nuovo allenatore o…

    <<Con Giuseppe Ambrosio c’è un patto indefinibile, quanto talvolta indefinibile è lui. Intanto è l’allenatore della squadra supportato da Luca Trapasso nel ruolo di vice e Fabio Scalzo, il nostro capitano. La Società crede nella possibile permanenza di Giuseppe oltre questo impegno stagionale, la sua valutazione non dipenderà sicuramente dai risultati. E’ un Dirigente, peraltro con la gamba ancora calda di pallone, vedremo a fine stagione come orientarci.>>

    • Se avesse un cilindro magico cosa toglierebbe fuori per la sua squadra?

    <<Finalmente posso dire anche una cosa senza essere “serio”. Calcisticamente mi accontenterei di tre-quattro campionati di Promozione ad alti livelli con tutti ragazzi locali, cui poter dare anche una paghetta mensile che li incentivi a non andare via da qui. Aggiungerei anche un Presidente con parecchi soldi. Poi ne dico una seria, una struttura più calda… e non parlo di riscaldamenti. Le ultime migliorie fatte sicuramente hanno portato una maggiore comodità. Vivendo indirettamente il campo sportivo mi rendo conto però che difetta di cura in tanti piccoli particolari che lo riclassificherebbero tra i migliori della provincia come lo era qualche anno fa. Illuminazione, una piccola palestra dove poter curare i giocatori dai piccoli infortuni quotidiani, la copertura alle gradinate, una maggiore cura del terreno. L’incentivazione della struttura insieme al campo da tennis adiacente a mio avviso la renderebbe più appetibile anche per le squadre da fuori e più punto di riferimento per la locale squadra che lo potrebbe anche gestire e investirci su. …anche qui aggiungerei un Presidente con parecchi soldi che potesse garantirne la gestione, supportando quelle che sono le capacità economiche dell’ente comunale.>>

    • Pronostico per la trasferta di domenica a Migliuso?

    <<2-3>>